Tel Aviv. Ieri sera, venerdì, il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, in un’intervista al canale dieci della televisione israeliana, ha minacciato di effettuare un ulteriore, più violento attacco contro la Striscia di Gaza.
Barak ha dichiarato che, all’occorrenza, Israele sarà pronta a infliggere nuovi colpi alle fazioni della resistenza palestinese. Nel caso in cui prosegua il lancio di missili dalla Striscia di Gaza, Israele attaccherà di nuovo, benché si auguri che la tregua attuale possa reggere.
Gli organi d’informazione israeliani avevano scritto, giovedì 29 gennaio, che Israele, dopo la seduta ristretta del Consiglio dei Ministri con la partecipazione dei capi della sicurezza, avrebbe proseguito gli attacchi mirati contro le fazioni della resistenza palestinese, in risposta all’uccisione di un soldato israeliano e al ferimento di altri tre avvenuti martedì scorso. Questo allo scopo di ottenere un effetto deterrente equilibrato e d’inviare messaggi a Hamas. Secondo fonti di sicurezza israeliane, sono previste incursioni che saranno decise a tempo debito in base alle necessità.
Il sangue palestinese continua a essere una leva per far guadagnare ai partiti sionisti ulteriori voti nella campagna elettorale. Qualche giorno fa, l’attuale Ministro dei Trasporti ed ex-Ministro della Sicurezza, Shaul Mofaz, nel contesto della campagna per il suo partito “Kadima” a Sderot, ha minacciato di uccidere il capo del governo eletto palestinese, Ismail Haniyah, come anche i capi di Hamas. La stessa dichiarazione è stata fatta dai ministri degli Esteri, Tzipi Livni (Kadima), e della Difesa, Ehud Barak (Laburista).
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ECCO QUELLO CHE IL 99% DEI CITTADINI COMUNI SA DEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE:
“Gli ebrei sopravvissuti all’Olocausto nazista e a persecuzioni storiche, tentarono di ottenere una loro terra sicura nella biblica Palestina, dove fondarono comunità pacifiche e religiose. Ma gli arabi ostili tentarono subito di annientarli con la guerra del 1948. Gli ebrei combatterono un’eroica guerra partigiana che li vide vittoriosi e salvi da un secondo Olocausto. Fondarono Israele nel maggio di quell’anno, unico Stato democratico e moderno in medioriente, baluardo di civiltà fra nazioni arabe di re e dittatori corrotti e sanguinari. I quali tentarono di nuovo nel 1967 di distruggere la pacifica Israele, che li sconfisse brillantemente ancora una volta. Da allora Israele vive circondata da arabi-palestinesi fanatici, irragionevoli e brutali, che la attaccano col terrorismo in continuazione, senza farsi scrupolo di massacrare i civili ebrei, inclusi i bambini. Quei terroristi islamici sono certamente collegati oggi ad Al Qaida, e quindi Israele combatte una guerra al terrorismo anche per nostro conto. Inoltre, gli Stati canaglia come Siria e Iran appoggiano le fazioni armate arabe-palestinesi, per cui il pericolo per Israele è particolarmente insidioso. Essa deve difendersi, è un suo diritto, e nel farlo capita che ahimè ci vadano di mezzo anche alcuni civili arabi-palestinesi, ma la colpa di ciò è dei terroristi islamici che costringono Israele a combattere in zone popolate. Israele ha fatto di tutto per arrivare alla pace, ma si scontra sempre con l’ottusità e la ferocia dei leader arabi-palestinesi, corrotti e impietosi persino coi loro cittadini, che hanno sempre rovinato ogni accordo possibile. Non ci sarà pace finché la parte araba non accetterà il diritto di Israele di esistere e non cesserà di aggredirlo.”
Ogni parola di quella narrativa è falsa, grottesca persino. Ma finché essa rimarrà la narrativa della maggioranza dell’opinione pubblica italiana e occidentale, voi potrete fare tutte le manifestazioni che volete, tutte le proteste che volete, e non otterrete nulla, nulla di nulla, come nei passati 40 anni. Va fatto altro, VA RI-RACCONTATA ALLA GENTE LA VERA NARRATIVA SU COSA VERAMENTE ACCADDE LAGGIU’. E’ l’unica speranza per terminare il conflitto, l’unica.
Serve urgentemente la fase operativa della creazione del consenso fra gli italiani sulla VERITA’ STORICA di quanto realmente acccaduto in Palestina, secondo le seguenti linee:
1) La creazione di una compagine italiana superpartes (no palestinesi in essa) che esuli del tutto da qualsiasi affiliazione politica in Italia, che annulli ogni individualismo di lotta e si unisca attorno a un'unica meta.
2) L’unica meta sarà di RIBALTARE LA NARRATIVA sulla Storia del conflitto arabo-ebraico, raccontando agli italiani SOLO ciò che accadde in Palestina a partire dal 1897 fino al 1951. Con un unica fede: SENZA LA VERITA' STORICA NON CI SARA' MAI LA PACE.
3) Rifiutarsi quindi di dialogare su qualsiasi avvenimento successivo, se non dopo una esaustiva rappresentazione del 1897-1951. Rifiutarsi di esprimersi su Hamas o Fatah se non dopo una esaustiva rappresentazione del 1897-1951. Rifiutarsi di esprimersi sul terrorismo palestinese se non dopo una esaustiva rappresentazione del terrore sionista dal 1944 in poi.
Questo perché nessuno può comprendere l’entità della MENZOGNA che ci hanno raccontato sul conflitto israelo-palestinese se non conosce cosa accadde in Palestina a partire dal 1897 fino al 1951. Ho piena fiducia nel fatto che se le opinioni pubbliche venissero a conoscenza di quegli avvenimenti, i mendaci tavoli del dibattito odierno sul processo di pace salterebbero in aria all’istante, e vi sarebbe una inarrestabile pressione verso una giustizia vera in Medioriente. Finalmente la pace.
4) Creare dunque materiale divulgativo chiaro e fruibile, film, dvd, animazioni, libretti di 40 pagine al massimo, tutto centrato SOLO ciò che accadde in Palestina a partire dal 1897 fino al 1951. Poi fare conferenze in scuole (soprattutto), parlare nei circoli ricreativi, ospedali, posti pubblici, fare tavoli per strada, negli ipermercati, nei dopolavoro ecc. Essere ferratissimi contro l’accusa di antisemitismo (vedi mio libro e altri) e ribadire sempre la sopraccitata fede.
5) Essere uniti e disciplinati attorno a questi semplici punti, da Torino a Palermo, e rivolgersi per il 99% agli italiani semplici.
Questo cambierebbe la Storia e cesserebbe l’orrore. Perché la gente verrebbe a sapere delle pratiche neonaziste storiche degli ebrei in Palestina contro i palestinesi prima e dopo la nascita d’Israele; saprebbe l’indicibile e fredda ferocia con cui il Sionismo aveva pianificato la distruzione dei palestinesi 40 anni PRIMA dell’Olocausto; capirebbe perché, accidenti, un popolo torturato e massacrato da 60 anni con un sadismo che raggiunge il grottesco, oggi lancia razzi alla disperata e si fa saltare in aria. Perché nessun palestinese può rimanere 'civile' dopo 60 anni di ferocia neonazista israeliana in Palestina, impunita e assistita con zelo dal ‘mondo civile’. E se la gente venisse a conoscenza di tutto ciò, la gente porrebbe fine a quell’inferno, perché, come disse Noam Chomsky “quando il pubblico scopre l’esistenza della barbarie, si mobilita per porle fine”.
Ma c’è qualcuno in questa Italia antagonista perennemente manifestante e indignata perenne che sia disposto a lavorare in quel senso? C’è? Ci siete?
Infopal. Ore 13 ora di Gaza. Abbiamo appena parlato al telefono con Vittorio Arrigoni, dell'International Solidarity Mov., rientrato a Gaza con l'ultimo viaggio di Dignity, l'imbarcazione del Free Gaza.
Vittorio, com'è la situazione al momento, a Gaza?
"Gli F16 israeliani stanno bombardando dalle 11,30 di questa mattina. E' una vera carneficina: sono già 200 le vittime. Hanno tirato giù due palazzine di civili, vicino a casa mia, nella zona del porto. Stanno ammazzando poliziotti e cittadini".
Qui i nostri tg e i siti dei nostri quotidiani stanno raccontando che sono in corso bombardamenti contro "basi terroristiche"...
"Balle! Che vergogna! Stanno ammazzando poveri cristi, poliziotti, altro che terroristi! Non ho mai visto tanta violenza contro Gaza come ora....Hanno attaccato con caccia e con la Marina da guerra".
Vi aspettavate questi attacchi?
"A dir il vero, no. Ieri, Israele aveva aperto i valichi lasciando entrare qualche rifornimento alimentare...L'ha fatto apposta, così oggi ha potuto prendere alla sprovvista la popolazione, i bambini che uscivano da scuola, i poliziotti che si stavano addestrando per funzioni di sicurezza interna...".
Mentre Vittorio parla, si sente il suono delle bombe che cadono su Gaza...
"Sto andando all'ospedale ash-Shifa, per vedere se hanno bisogno di sangue...".
Questi bastardi hanno bombardato mentre i bambini palestinesi stavano uscendo da scuola.
Vergognatevi tutti voi, complici del terrore, che supportate il terrorismo israeliano e fate strage di poveri bambini innocenti per la vostra lurida sete di potere e di ricchezza. Un domani saranno le carni dei vostri figli a bruciare, il sangue del vostro sangue ad essere versato,! Quando avrete sterminato tutti vi rimarrà solo di sterminarvi tra di voi, e allora la giustizia divina metterà fine ai vostri orrendi crimini di guerra! Usurpatori imperialisti, sprofonderete sotto il peso del vostro stesso impero, perchè esso è fragile in quanto iniquo. E quando starà sorgendo l'ultimo sole, vi vedrete lentamente affondare nel petrolio che state rubando.
E noi intanto cosa facciamo?
Stiamo a guardare tutto ciò?
Crediamo alle bugie dei media?
Riteniamo inutile quello che i media non dicono?
Pensiamo ai regali di Natale?
Onore a chi lotta per la propria terra!
E onore a chi, come Vittorio Arrigoni, rischia la propria vita in nome della giustizia e dell'umanità.
Svegliamoci!
Se vogliamo che il mondo cambi, iniziamo a cambiare noi stessi!
Non crediamo alle panzane divulgate dalle stesse persone che sostengono il terrorismo sionista!
Non crediamo alle sinistre del capitalismo!
Non crediamo alla Chiesa Cattolica che è da sempre un'istituzione a fini di lucro disinteressata delle misere condizioni in cui versa l'umanità!
Non crediamo alle apparenze, a chi in giacca e cravatta parla di pace, a chi dalla sua villa alle Hawaii parla di pace al telefono (Obama), a chi dalle sue auree stanze parla di pace (Ratzinger), a chiunque parli di missione di pace, di esportazione della democrazia, e di tante altre stronzate che hanno il solo scopo di illudere la popolazione occidentale rincoglionita dai sistemi televisivi e (finto)giornalistici.
Ma crediamo in noi stessi, nelle nostre potenzialità, nel passaparola, nell'informazione libera alternativa e indipendente, nel valore della vita umana, nell'importanza della biodiversità, crediamo al nostro cuore, e prendiamo a modello chi è ricco di dentro e non di fuori!
Solo così potranno migliorare le condizioni in cui versa l'umanità.
di Les Blough, Direttore. Axis of Logic
26 novembre 2008
26 novembre 2008, Axis of Logic - La Reuters afferma che almeno 80 persone sono uccise e che "Un'organizzazione che si chiama Deccan Mujahideen ha rivendicato di essere dietro gli attentati". La televisione CNN già dichiara come un fatto che gli attacchi di Mumbai sono stati finanziati ed appoggiati da fonti straniere, coinvolgendo il Pakistan dove il presidente eletto Obama ha promesso di portare la cosiddetta "guerra al terrorismo" quando assumerà in gennaio la carica. Gli attacchi, che in questo momento sono in corso, come Obama ha promesso preparano le condizioni per un nuovo spiegamento delle truppe USA dall'Iraq al Pakistan. George W. Bush è stato rapido a condannare gli attacchi e la CNN trasmette la cronaca 24 ore su 24, reminiscente della cronaca dei media corporativi sugli attacchi dell'11/9 negli Stati Uniti.
Collegare Pakistan, al Qaeda, musulmani e terrorismo
La CNN, la Reuters e gli altri media corporativi hanno chiamato immediatamente questi attacchi con bombe, armi automatiche e granate "attacchi terroristici" provenienti dal Pakistan con radici in "al Qaeda" e "Terroristi islamisti". La TV CNN afferma pure che questi attacchi hanno come bersaglio "uomini d'affari occidentali e ed agiati turisti occidentali" che alloggiano negli hotel di lusso di Mumbai. Il Deccan Herald specifica che il Deccan Mujahideen ha rivendicato la responsabilità tramite un comodo messaggio e-mail ricevuto dal Deccan Herald (DC). Il DC afferma,
"Il termine stesso (Deccan Mujahideen) non è molto specifico e, secondo la CNN, potrebbe essere soltanto un termine generico per i radicali nella regione. Il 'Deccan' è una zona dell'India e 'Mujahideen' è la forma plurale di un termine che si riferisce ad un musulmano partecipante in una jihad".
La Associated Press ha descritto gli attaccanti,
"Mercoledì notte squadre di terroristi armati pesantemente si sono precipitate in alberghi di lusso, in un popolare ristorante ed in una affollata stazione ferroviaria con attacchi coordinati da una parte all'altra della capitale finanziaria dell'India, uccidendo almeno 78 persone e prendendo degli ostaggi occidentali, ha dichiarato la polizia. Un gruppo di sospetti militanti musulmani ha rivendicato la responsabilità".
La Reuters li descrive, "Il precedentemente sconosciuto o poco noto gruppo ha inviato una email alle organizzazioni di notizie rivendicando la responsabilità". Questa è un'attribuzione consueta per "attacchi terroristici" che, poiché l'organizzazione è sconosciuta, nessuno può provare altrimenti. La TV CNN afferma enfaticamente, "Questo è certamente un attacco internazionale utilizzando terroristi domestici". Non abbiamo nessun dubbio che l'ultima dichiarazione sia vera ma la domanda è "Chi sono quei sostenitori internazionali di questi attacchi"?
Appoggio e sostegno internazionale
Le moderne indagini criminali si basano ancora sui 3 ugualmente importanti fattori causali di Aristotele: Mezzi, Metodo e Movente.
Analisi fattoriale - Mezzi, Metodo e Movente: Le potenti organizzazioni di mezzi d'informazione occidentali rafforzano le loro opinioni con la ripetizione, collegando assalti come questi con precedenti "attacchi islamisti" ed un altro "attacco terroristico". La loro analisi logica e fattoriale utilizzano (1) le armi utilizzate, (2) la somiglianza con passati attacchi di "al Qaeda" e (3) il movente. Ma naturalmente non considerano mai la possibilità, fondata sulla stessa analisi fattoriale, che gli artefici possano essere la CIA e/o il Mossad.
Mezzi: Che la più potente macchina militare al mondo abbia i mezzi per armare dei gruppi come quello che sta eseguendo gli attacchi di Mumbai non richiede nessuna scusa o difesa.
Metodo: La storia abbonda di esempi dell'utilizzo da parte di USA/israeliani di un sostituto per attaccare i loro nemici. William John Fox ha messo questo in evidenza nella sua esemplare analisi, Liberaci dal caos: dieci comandamenti politici. Nel 1953 hanno utilizzato il terrorismo interno per rovesciare Mohammad Mosaddeq, ex primo ministro dell'Iran. Hanno utilizzato i mujahideen afgani per attaccare la Russia nello stesso anno della loro resistenza. La CIA e l'ambasciatore USA hanno segretamente progettato la "Rivoluzione delle rose" in Georgia nel 2003 e "gli USA hanno incoraggiato l'esercito georgiano addestrato da israeliani ad invadere la disputata enclave dell'Ossezia del Sud cinque anni più tardi".
Movente: L'unica differenza tra i fattori utilizzati dai media capitalisti ed i nostri è il movente. Riguardo al movente, la CNN afferma che "Loro (Deccan Mujahideen) vogliono produrre quanto danno ed attenzione possibili su loro stessi". La CIA/Mossad sono maestri nella distruzione, ma l'ultima cosa che vogliono è attirare l'attenzione su se stessi. Per gli USA il movente di portare la loro guerra in Pakistan concorda perfettamente con questi attacchi. Effettivamente, Barack Obama e Joe Biden hanno già dichiarato la loro intenzione di portare la guerra in Pakistan e hanno dichiarato con certezza che "la tempra di Obama sarebbe stata messa alla prova" da un importante "incidente" internazionale in un prossimo futuro. Se gli esecutori vogliono attirare l'attenzione su loro stessi, il loro metodo (per esempio uccidere civili), semplicemente non ha senso, almeno che si beva la semplicità affettata basata sulla religione del regime Bush che siano semplicemente il "male". La lotta militante per delle cause come l'indipendenza o la sovranità nazionale vogliono meno di tutto l'attenzione negativa internazionale o l'odio popolare. L'unica cosa che manca dalla spiegazione dei media corporativi è la stupida pretesa di George W. Bush che "i terroristi sono gelosi delle nostre libertà". Applicando questo alla metodologia dei media corporativi è interamente ragionevole ed esattamente semplice implicare la CIA ed il Mossad.
Terrorismo
Dobbiamo anche ricordare dove proprio il termine "terrorismo" è nato nel 1947 e chi lo attuava? - Israele. Il termine è stato internazionalizzato e popolarizzato da allora dai media corporativi, raramente se mai indicandone le origini. Oggi, "terrorismo" è diventato un termine comune, associato solamente con i musulmani in tutto il mondo ed è stato usato come base per una guerra senza fine. L'assalto militare a Mumbai è un altro mini-11/9 nel senso che fornisce una piattaforma per aggiungere succo ed allargare la "guerra antiterrore" sotto una nuova amministrazione Obama che senza dubbio sarà appoggiata da altri governi occidentali.
Indagine criminale
La CNN ci racconta che l'FBI si è offerto di collaborare ad investigare il crimine. La questione è se il suo interesse è una vera indagine oppure il controllo dei danni. Se l'FBI utilizza questa logora formula potrebbe finire molto facilmente che le prove indichino il suo governo. Se l'FBI dovesse "scoprire" il coinvolgimento della CIA o del Mossad può qualunque persona sana di mente aspettarsi che riveli le sue scoperte al pubblico? Utilizzando l'analisi "mezzi, metodo e movente", la nostra "indagine criminale" porta alla CIA ed al Mossad come esecutori di questo evento.
Gaza è al buio. Anche le sedute del Consiglio Legislativo palestinese di Gaza avvengono al buio, come dimostrano queste immagini.
E' mai possibile che nessuno, in Europa, si scandalizzi di un assedio illegale e disumano che viola i diritti di 1,5 milioni di persone?
Gli ospedali sono al collasso per mancanza di medicine, di pezzi di ricambio per i macchinari e per il black-out energetico.
Dai valichi di Gaza, sigillati, non entrano merci, se non ogni tanto e con il contagocce, e non entra combustibile.
I malati muoiono e i vivi sono piombati nel disastro umanitario.
Una vergogna per tutta l'Europa. L'appoggio incondizionato ai crimini israeliani passerà alla Storia, come in altri, devastanti momenti, dell'Umana crudeltà.
Le elezioni presidenziali americane sono senza dubbio uno di quegli eventi che, soprattutto a livello mediatico, credo possa riscontrare in tutti noi un tanto di interesse, per quanto minimo esso sia. E ciò sicuramente ci ha, anche in piccola parte, fatto distogliere il focus da ciò che realmente riguarda da vicino noi italiani, ovvero la situazione di merda che stiamo vivendo a causa di questo governo despota. Ricordiamo che siamo uomini, non robot, e che non è sempre facile divincolarsi nel bombardamento mediatico a cui si è sottoposti, tra l'informazione canalizzata e fuorviante del regime e quella libera e indipendente che già da tempo si sta affermando sul web.
E ciò sicuramente non è sfuggito ai tecnici e ai manipolatori di questo governo che hanno colto la palla al balzo per far accadere nell'arco di pochi giorni, contando appunto sull'ammortizzamento delle elezioni americane, una concentrazione tale di avvenimenti che definire anti-costituzionali e pericolosi, non solo per la democrazia ma proprio per la vita umana, è quasi riduttivo. Lungi da me ogni forma di allarmismo: in un momento in cui nessuno di noi dovrebbe rassegnarsi, non voglio certo essere pessimista. Questo, purtroppo, si chiama realismo.
E' la cosiddetta politica del "lenzuolino" o del "fantasmino", chiamatela come volete, che pone l'accento su eventi di rilevanza globale (come appunto le elezioni americane) o addirittura eventi creati ad hoc (la madre dei quali è sicuramente il presunto sbarco americano sulla Luna per nascondere i fantasmi della guerra nel Vietnam e dell'assassinio di Kennedy ma, senza scomodare la storia e gli Usa, ricordiamo l'arresto di Provenzano nei giorni immediatamente successivi alle elezioni-farsa del 2006 che molti illusi hanno visto come l'atto finale della lotta alla mafia) piuttosto che sui reali problemi che ci affliggono (trattandosi di eventi particolarmente delicati e di fondamentale importanza per noi italiani, avremo modo e tempo di dibatterli nelle prossime pubblicazioni di questo blog).
Tutto questo gioco ha un unico scopo: tranquillizzare gli animi, farci credere che tutto va bene, che in fin dei conti cosa può importare a noi occidentali se ogni santo giorno migliaia di bambini del terzo mondo muoiono di fame o saltano in aria a causa di una politica di guerra che con la comica e banale scusa di combattere il "terrorismo" riempie le casse di banchieri, governanti e trafficanti d'armi e intanto stermina intere popolazioni innocenti, cosa può importare a noi occidentali che vestiamo Nike, mangiamo al McDonald e beviamo Coca-cola se queste multinazionali in Thailandia o in Sud America si macchiano di gravissimi crimini contro l'umanità sfruttando come bestie dei poveri minorenni, sottopagandoli e maltrattandoli, senza che a noi giunga voce "ufficiale" di tutto ciò? Perchè i media questo non lo dicono, eh no, sono obbligati a fare il gioco di governi e multinazionali e hanno il solo compito di convicerci che le cose si stanno mettendo meglio per tutti e di ammansire questa massa di pecore che siamo, dandoci solamente l'illusione di quello che tutti noi vogliamo: serenità e prospettive di un futuro migliore. Ma noi queste volontà vorremmo che si concretizzassero, e non che restino soltanto mere utopie astratte stampate su un qualche quotidiano o pronunciate da qualche incapace giornalista al servizio del sistema invece che del popolo, come dovrebbe essere in democrazia. L'operato svolto dalla quasi totalità dei media italiani (e non solo) ha un solo nome: disinformazione.
E se a tutto ciò aggiungiamo i vari espedienti usati per allontanarci dai problemi del mondo e farci sprofondare in letti di avido materialismo e stagnante passività, come la pubblicità, reality e talk show, la moda, e poi il sesso mercificato, il calcio, il gossip, la tecnologia superflua, si arriva sicuramente a un punto dove non bisogna più meravigliarsi della dilagante ignoranza che, soprattutto tra i più giovani, oggi regna sovrana.
E' ovvio che non si tratta di mille coincidenze, bensì di un disegno preciso dei potenti, che ben sanno che un popolo ignorante è più facile da assoggettare.
E come se non fossimo già abbastanza ignoranti, arriva Tremonti a dare il colpo di grazia con i tagli all'Università, che tradotti in parole povere significano privazione del diritto allo studio per i meno abbienti (che saranno sempre di più dato che la povertà è in spaventoso crescendo), regresso scientifico per la nazione (causa ed effetto delle fughe dei cervelli all'estero), declassamento di valori millenari come la Cultura e l'Arte (che non trovano più posto in questo sporco gioco di consumismo e globalizzazione, di mercati e finanze) e last but not least ulteriore rimpinguimento delle tasche di chi sta lassù, ovviamente con i nostri soldi. Siamo noi a pagare la crisi economica, non le grandi banche nè i governi. Loro al massimo ci mettono la faccia, ma cosa può fregargliene, visto che nè sanno dove sta di casa la vergogna nè alcuno sembra avere il coraggio o il potere di intervenire a porre rimedio a questa situazione scandalosa e quasi irreversibile?
Ma non finisce qui: vogliamo aggiungere anche l'odio che ci stanno inculcando verso tutto ciò che è diverso (ovviamente diverso da tutto ciò che si scosta dal modus vivendi promosso dai media di regime)? Vogliamo? Ecco allora che immigrati, comunisti, omosessuali, artisti, musulmani, pacifisti, intellettuali vengono tutti visti con occhio torvo dalle masse abbindolate dalla potenza che il governo esercita su di loro tramite i media, e il gioco è fatto: creare categorie diverse, etichettare, istigare la massa a odiare gli innocenti, i liberi pensatori, i diversi, quando invece basta avere un po' di senno per capire che la diversità è un bene intoccabile, è il motore del cosmo, è la sola alternativa alla realizzazione seriale e disumana di una razza unica, progetto nazista che si sta mettendo in pratica agli occhi di tutti per mezzo della globalizzazione. In un domani sempre più prossimo la situazione imploderà, si verificheranno guerre civili e come nell'antica Roma qualche aristocratico benestante dall'alto dei suoi palazzi guarderà il popolo scannarsi e ne godrà, mentre il ceto medio-basso, oggi in aumento, finirà per eliminarsi a vicenda in una sanguinosa lotta per la sopravvivenza, fino a scomparire, cosa che d'altronde sta già accadendo lentamente con il calo delle nascite dovuto appunto alla crisi economica, la nostra crisi! E nessuno avrà più la forza o lo spirito per opporsi in qualche modo alle decisioni prese dall'alto. Anche tutto ciò ha un solo nome: dittatura.
Se non vogliamo che tutto questo accada, iniziamo ad aprire gli occhi. Qualcuno li ha aperti da tempo, qualcuno sta cominciando a farlo, ma siamo ancora una ristretta minoranza: il web, che fortunatamente (e stranamente) sfugge al controllo tirannico della casta, è oggi, insieme a pochissimi quotidiani indipendenti e/o autogestiti (come Il Manifesto) l'unica vera fonte di informazione libera e reale a nostra disposizione, dove possiamo davvero capire il concetto di "pluralità di informazione:" non tanti quotidiani e telegiornali fotocopia, ma tante notizie e punti di vista non soggetti alla censura, senza altro fine se non appunto quello della libera informazione, della libertà d'espressione, a vantaggio di una democrazia che non sia utopica ma effettiva. Se vogliamo la notizia vera non aspettiamo che venga da noi, andiamocela a cercare, in modo poi da poter ragionare col nostro cervello e non perdere l'abitudine ad usarlo.
E se vogliamo che il futuro cambi in meglio, se non per noi quantomeno per i nostri figli, cominciamo a spegnere il televisore.